romanzi, racconti brevi o lunghi

Il discorso non è molto diverso per la narrativa. Ci sta a cuore offrire il vero, specie quando è talmente incredibile da superare la finzione. O talmente evidente che nessuno ci aveva mai fatto caso prima. Partiamo dal presupposto (non sempre dato per scontato da certa editoria) che il lettore sia dotato d’intelletto, oltre che di desiderio d’evasione. Lo sente se l’autore gliela sta raccontando (dopo essersela raccontata). Che sia lo stile, che sia il contenuto, che sia il pathos che aleggia tra le pagine, l’autore vogliamo sentirlo anima, corpo e palle. L’emozione di chi scrive foraggia quella di chi legge. Da qui la nostra preferenza per le storie e i racconti neanche tanto velatamente autobiografici, i ricordi senza filtro. Ma, di nuovo, senza preclusioni né prese di genere. Un buon fantasy è più apprezzabile di una pessima biografia. Anche se i Tolkien non spuntano come funghi. 
Vogliamo offrire anche storie vicine, spiate dalla finestra, successe giù in strada o in fabbrica, durate un'ora o tutta una vita. 
Tra gli ingredienti base di un libro di narrativa WhiteFly non devono mancare l’ironia (specie quando va di braccetto con l'autoironia), l’onestà spudorata (a costo di perderci la faccia) o l’immaginazione delirante, visionaria. Il gusto per l'insolito, l'indicibile. Nonché lo stile originale, la voce personalissima, come un marchio di fabbrica, ben identificabile. Ma lontano mille leghe dalle logiche di mercato...

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