MEMORIE DI UN GIOVANE DISTURBATO

Romanzo di Frédéric Beigbeder 

Il romanzo, il cui titolo è un doppio clin d’oeil alle Memorie di una ragazza perbene di Simone de Beauvoir e alle Memorie di una giovane disturbata di Bianca Lamblin, narra le vicende amorose del giovane dandy, Marc Marronnier (alter ego dell’autore) e l’inizio della sua carriera di cronista mondano al crepuscolo degli anni’80. Festaiolo insaziabile e nottambulo instancabile, Marc unisce l’utile al dilettevole : serate deliranti (condite di danze e sbronze collettive) e lavoro facile. Fedeli compagni di baldoria sono l’amico Jean-Georges e il resto dei sogghignatori in Pantalone, una scatenata « setta » di adepti del dio Divertimento. La musica (dalla bostella alla house) funge da fil rouge alla sequenza-diario di eventi frivoli, relazioni in dirittura d’arrivo (con Victoire) e al nastro di partenza (con Anne), cambiamenti esterni (la rivoluzione di velluto a Praga nell’89) e interiori (vita di coppia « casalinga »). Marc incarna lo spirito di contraddizione, vero protagonista di quest’opera di esordio di Beigbeder : tenero e cinico, amabile e irritante, superficiale e profondo. Un mondo di dorata dissolutezza al quale abbiamo tutti sognato di appartenere, almeno una volta, il tempo di una festa in costume...

La penna dello scrittore, fresca, divertente, sarcastica e autoironica, è ricca d’immagini surreali, arguti giochi di parole e gustosi riferimenti letterari. Lo stile, sempre elegante e originale, si avvale di un mix efficace di registri linguistici che rende la lettura scorrevole ma non scevra da riflessioni.

Copertina

Titolo : Memorie di un giovane disturbato

Titolo originale : Mémoires d’un jeune homme dérangé (La Table Ronde,          Parigi, 1990)

Autore : Frédéric Beigbeder

Traduttore dal francese: Gabriella Montanari

Collana : Atlantique (romanzi)

Pagine : 108

Codice ISBN : 978-88-32056-01-3

Prezzo di copertina : 15 euro

Genere : romanzo autobiografico


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"C’era anche Marc Marronnier.
Marc Marronnier era alto 1 metro e 84. Marc Marronnier masticava dei Malabars gialli dalla mattina alla sera. Marc Marronnier si svegliava a mezzogiorno. Marc Marronnier si innamorava i giorni pari e voleva morire quelli dispari. Marc Marronnier intingeva delicatamente gli asparagi nell’apposita salsa olandese. Marc Marronnier usava “Jicky” di Guerlain e lucidava le scarpe ogni giorno. Marc Marronnier leggeva Romain Gary e Sanantonio. Marc Marronnier girava per l’India e la Svizzera. Marc Marronnier beveva whiskey con gli amici e Bordeaux con le ragazze. Marc Marronnier ballava il charleston sul suo letto. Marc Marronnier si credeva un dandy, ma non riusciva a non infilarsi le dita nel naso in pubblico. Marc Marronnier adorava i fiumi che attraversano le grandi città: il Tamigi, il Volga, il Rodano, il Danubio, la Bièvre. Marc Marronnier non faceva che parlare della sua gatta. Marc Marronnier ascoltava il rap. Marc Marronnier sosteneva di odiare il kitsch, ma si rifugiava spesso nello humour. Marc Marronnier non trovava mai un taxi libero e arrivava sempre in ritardo ai suoi appuntamenti. Marc Marronnier era stancante. Marc Marronnier faceva il giro dei santi: Saint-Jean de Luz, Santo Domingo, Saint-Wandrille. C’era ben poco di cattolico in tutto questo. Marc Marronnier non era abbastanza religioso. Non sapeva nemmeno se fosse di destra o di sinistra. Scriveva articoli di destra su giornali di sinistra e viceversa. Forse Marc Marronnier era un traditore. Le sue iniziali designavano una marca di caramelle che fondevano in bocca, non in mano.
Marc Marronnier amava il mondo intero.
Marc Marronnier aveva una faccia da schiaffi.
Ne so qualcosa: Marc Marronnier, sono io."

(Memorie di un giovane disturbato, di Frédéric Beigbeder, trad. Gabriella Montanari, VAGUE Edizioni).
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C’era anche Marc Marronnier.   
Marc Marronnier era alto 1 metro e 84. Marc Marronnier masticava dei Malabars gialli dalla mattina alla sera. Marc Marronnier si svegliava a mezzogiorno. Marc Marronnier si innamorava i giorni pari e voleva morire quelli dispari. Marc Marronnier intingeva delicatamente gli asparagi nell’apposita salsa olandese. Marc Marronnier usava “Jicky” di Guerlain e lucidava le scarpe ogni giorno. Marc Marronnier leggeva Romain Gary e Sanantonio. Marc Marronnier girava per l’India e la Svizzera. Marc Marronnier beveva whiskey con gli amici e Bordeaux con le ragazze. Marc Marronnier ballava il charleston sul suo letto. Marc Marronnier si credeva un dandy, ma non riusciva a non infilarsi le dita nel naso in pubblico.  Marc Marronnier adorava i fiumi che attraversano le grandi città: il Tamigi, il Volga, il Rodano, il Danubio, la Bièvre. Marc Marronnier non faceva che parlare della sua gatta. Marc Marronnier ascoltava il rap. Marc Marronnier sosteneva di odiare il kitsch, ma si rifugiava spesso nello humour. Marc Marronnier non trovava mai un taxi libero e arrivava sempre in ritardo ai suoi appuntamenti. Marc Marronnier era stancante. Marc Marronnier faceva il giro dei santi: Saint-Jean de Luz, Santo Domingo, Saint-Wandrille. C’era ben poco di cattolico in tutto questo. Marc Marronnier non era abbastanza religioso. Non sapeva nemmeno se fosse di destra o di sinistra. Scriveva articoli di destra su giornali di sinistra e viceversa. Forse Marc Marronnier era un traditore. Le sue iniziali designavano una marca di caramelle che fondevano in bocca, non in mano.   
Marc Marronnier amava il mondo intero.  
Marc Marronnier aveva una faccia da schiaffi.   
Ne so qualcosa: Marc Marronnier, sono io.  

(Memorie di un giovane disturbato, di Frédéric Beigbeder, trad. Gabriella Montanari, VAGUE Edizioni).

Il romanzo, il cui titolo è un doppio clin d’oeil alle Memorie di una ragazza perbene di Simone de Beauvoir e alle Memorie di una giovane disturbata di Bianca Lamblin, narra le vicende amorose del giovane dandy, Marc Marronnier (alter ego dell’autore) e l’inizio della sua carriera di cronista mondano al crepuscolo degli anni ‘80. Festaiolo insaziabile e nottambulo instancabile, Marc unisce l’utile al dilettevole : serate deliranti (condite di danze e sbronze collettive) e lavoro facile. Fedeli compagni di baldoria sono l’amico Jean-Georges e il resto dei sogghignatori in Pantalone, una scatenata « setta » di adepti del dio Divertimento. La musica (dalla bostella alla house) funge da fil rouge alla sequenza-diario di eventi frivoli, relazioni in dirittura d’arrivo (con Victoire) e al nastro di partenza (con Anne), cambiamenti esterni (la rivoluzione di velluto a Praga nell’89) e interiori (vita di coppia « casalinga »). Marc incarna lo spirito di contraddizione, vero protagonista di quest’opera di esordio di Beigbeder : tenero e cinico, amabile e irritante, superficiale e profondo. Un mondo di dorata dissolutezza al quale abbiamo tutti sognato di appartenere, almeno una volta, il tempo di una festa in costume...
La penna dello scrittore, fresca, divertente, sarcastica e autoironica, è ricca d’immagini surreali, arguti giochi di parole e gustosi riferimenti letterari. Lo stile, sempre elegante e originale, si avvale di un mix efficace di registri linguistici che rende la lettura scorrevole ma non scevra da riflessioni.

Memorie di un giovane disturbato, di Frederic Beigbeder, trad. Gabriella Montanari, VAGUE Edizioni.
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Il romanzo, il cui titolo è un doppio clin d’oeil alle Memorie di una ragazza perbene di Simone de Beauvoir e alle Memorie di una giovane disturbata di Bianca Lamblin, narra le vicende amorose del giovane dandy, Marc Marronnier (alter ego dell’autore) e l’inizio della sua carriera di cronista mondano al crepuscolo degli anni ‘80. Festaiolo insaziabile e nottambulo instancabile, Marc unisce l’utile al dilettevole : serate deliranti (condite di danze e sbronze collettive) e lavoro facile. Fedeli compagni di baldoria sono l’amico Jean-Georges e il resto dei sogghignatori in Pantalone, una scatenata « setta » di adepti del dio Divertimento. La musica (dalla bostella alla house) funge da fil rouge alla sequenza-diario di eventi frivoli, relazioni in dirittura d’arrivo (con Victoire) e al nastro di partenza (con Anne), cambiamenti esterni (la rivoluzione di velluto a Praga nell’89) e interiori (vita di coppia « casalinga »). Marc incarna lo spirito di contraddizione, vero protagonista di quest’opera di esordio di Beigbeder : tenero e cinico, amabile e irritante, superficiale e profondo. Un mondo di dorata dissolutezza al quale abbiamo tutti sognato di appartenere, almeno una volta, il tempo di una festa in costume... 
La penna dello scrittore, fresca, divertente, sarcastica e autoironica, è ricca d’immagini surreali, arguti giochi di parole e gustosi riferimenti letterari. Lo stile, sempre elegante e originale, si avvale di un mix efficace di registri linguistici che rende la lettura scorrevole ma non scevra da riflessioni.

Memorie di un giovane disturbato, di Frederic Beigbeder, trad. Gabriella Montanari, VAGUE Edizioni.

Dietro le Quarte.
Memorie di un giovane disturbato di Frédéric Beigbeder, VAGUE Edizioni

Ogni libro racconta almeno due storie.
La storia contenuta nelle pagine del libro stesso.
La storia del libro, quella dietro le quarte di copertina.

"Il rifiuto di diventare adulto. La paura d'impegnarsi, di avere una moglie, un figlio, un lavoro, un ideale politico. A quei tempi la vita era uno scherzo, era fuori questione essere serio (...) All'epoca volevo un titolo beffardo. Non avevo nemmeno letto "Memorie di una ragazza per bene". Ma lei era una vecchia signora rispettata e io un giovane coglione arrogante. Oggi ho letto e adorato quel libro e mi prostro ai piedi di quella ragazza commovente, geniale, bella. Ma è troppo tardi per farmi perdonare".
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Dietro le Quarte.
Memorie di un giovane disturbato di Frédéric Beigbeder, VAGUE Edizioni

Ogni libro racconta almeno due storie.
La storia contenuta nelle pagine del libro stesso.
La storia del libro, quella dietro le quarte di copertina.

Il rifiuto di diventare adulto. La paura dimpegnarsi, di avere una moglie, un figlio, un lavoro, un ideale politico. A quei tempi la vita era uno scherzo, era fuori questione essere serio (...) Allepoca volevo un titolo beffardo. Non avevo nemmeno letto Memorie di una ragazza per bene. Ma lei era una vecchia signora rispettata e io un giovane coglione arrogante. Oggi ho letto e adorato quel libro e mi prostro ai piedi di quella ragazza commovente, geniale, bella. Ma è troppo tardi per farmi perdonare.
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