5-6 ottobre 2019 Portici di Carta – Torino

Luoghi dove la lettura diventa una passeggiata. La libreria più lunga del mondo si chiama "Portici di carta" e si snoda attraverso i portici di Torino. Le librerie torinesi ospitano le case editrici e noi saremo in compagnia di Libreria Pantaleon (che ...
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27 settembre 2019 ore 21.00 – FATTI VERI – Palazzo MInerva – Minerbio

Libri Sotto le Stelle Venerdì 27 Settembre 2019 – ore 21.00 Palazzo Minerba Via Roma, 2, 40061 Minerbio BO IVANO MARESCOTTI presenta FATTI VERI (Vague Edizioni, 2019) ...
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25 settembre 2019 ore 18.30 – FATTI VERI – Casa della Cultura Italo Calvino – Calderara di Reno

Mercoldì 25 Settembre 2019 – ore 18.30 Casa della cultura Italo Calvino Via Roma 29, Calderara di Reno (BO) IVANO MARESCOTTI presenta FATTI VERI (Vague Edizioni, 2019) dialoga con l'autore Stefano Dardani ...
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22 settembre 2019 ore 21.00 – FATTI VERI – Teatro Eliseo – Roma

Domenica 22 Settembre 2019 – ore 21.00 Teatro Eliseo Via Nazionale 183, Roma  FATTI VERI (Vague Edizioni, 2019) Amarcord letterario di Ivano Marescotti ...
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14 settembre 2019 ore 20.30 – FATTI VERI – Molino Scodellino – Castel Bolognese

Sabato 14 Settembre 2019 – ore 20.30 Molino Scodellino Via Canale, 7 Castel Bolognese RA Presentazione del libro FATTI VERI (Vague Edizioni, 2019) di Ivano Marescotti a cura dell'Associazione Amici del Molino Scodellino ...
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2 days ago

VAGUE Edizioni

Sono trascorsi quasi due anni dall'inizio della nostra avventura, crediamo di aver pubblicato buona letteratura e ai sei titoli già presenti nel catalogo Edizioni WhiteFly Press ne abbiamo aggiunti altri sette.
Siamo soddisfatti fin qui, grazie a voi tutti.
Anche noi stiamo soffrendo, sono saltate le presentazioni e i saloni, vendiamo solo attraverso gli store on-line.
Siamo a un passaggio cruciale, la redazione sta lavorando da casa e riprenderemo più forti di prima, ne siamo certi, con tre nuove pubblicazioni.
Un abbraccio a tutti in un momento cosi delicato e grazie per il sostegno che continuate a offrirci.
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Sono trascorsi quasi due anni dallinizio della nostra avventura, crediamo di aver pubblicato buona letteratura e ai sei titoli già presenti nel catalogo Edizioni WhiteFly Press ne abbiamo aggiunti altri sette.
Siamo soddisfatti fin qui, grazie a voi tutti.
Anche noi stiamo soffrendo, sono saltate le presentazioni e i saloni, vendiamo solo attraverso gli store on-line.
Siamo a un passaggio cruciale, la redazione sta lavorando da casa e riprenderemo più forti di prima, ne siamo certi, con tre nuove pubblicazioni.
Un abbraccio a tutti in un momento cosi delicato e grazie per il sostegno che continuate a offrirci.

1 week ago

VAGUE Edizioni

#PercorsiDiLettura 5 - Poesia.

(In questo periodo di pausa forzata, ne approfittiamo per raccontarvi con calma la nostra linea editoriale - il fil rouge che lega i nostri titoli - e suggerirvi alcuni percorsi di lettura).

Domani sarà il primo giorno di primavera e la Giornata mondiale della poesia. Noi coraggiosamente annoveriamo nel nostro catalogo anche una collana dedicata alla poesia.

Gin&Genio di Dan Fante raccoglie una selezione di poesie scritte da Dan Fante nell’arco di quasi vent’anni. È un appello a non buttarsi via, a non sprecare il talento. Un messaggio di speranza da parte di chi, non solo è sopravvissuto all’inferno, ma ne ha fatto scrittura viva, ruvida di scomode verità. Nei suoi versi Fante jr racconta di una Los Angeles detestata e amata e di un’Italia che a tratti lo commuove, a tratti lo esaspera. Scrive di donne che gli hanno rovinato la vita, di buchi neri dovuti al gin e alla droga, di pensieri ossessivi e di sesso malato. Scorrendo le pagine ci s’imbatte a più riprese nel fantasma di John Fante. Il rumore dei tasti della vecchia Smith Corona del padre è per Dan un monito a non rinunciare, a credere nella scrittura come unica via. Fante ha dalla sua la rabbia e la disperazione come motori e stimoli alla creazione, ma non solo. C’è la fede, tutta laica, in un disegno superiore, in una spiritualità non sconnessa dal mondo.

SI TIRA Avanti SOLO CON LO Schianto- Davide Rondoni. Il titolo della raccolta la dice lunga. Suona più come una dritta, quasi un motto. Suggerisce forse una formula comprovata da manuale di sopravvivenza? Per campare ci vuole roba forte. Roba capace di farti il botto dentro. Tutto sta nel sapere dove andarsela a procurare. Di città in città, di nazione in nazione. Partire solo con gli occhi della poesia in spalla. Avanzare dritti di testa e cercare l'urto. Con il mondo, con la gente. Ogni singolo, minimo incontro è una deflagrazione che sparge schegge grondanti di splendida e dura vita. E quando quelle schegge ti entrano nei tessuti, non c'è più spazio per sentirsi soli. Milano, Roma, Venezia, Caracas, Sao Paulo, New York: sono trasfigurazioni umane fatte di sangue e mattoni. Un'esplosione che amalgama terra e cielo, carne e spirito, l'amore per una donna e quello per dio. Un dio presente ma discreto, alla mano, uno con cui fare due chiacchiere al bar. E alla fine vien da chiedersi se quel motto, quella dritta, non sia farina del suo sacco. Il consiglio di un saggio che di schianti, favole e splendori se ne intende. E non poco.

Non sono più mia - Maria Marchesi. Una raccolta di versi che è di per sé un romanzo. Un giallo poetico. Un incastro da scatole cinesi tra gli ultimi componimenti della poetessa Maria Marchesi (Premio Viareggio 2004), venuti alla luce dopo anni di silenzio, e il buio che avvolge la vicenda biografica dell’autrice, acclamata e poi subito negletta dai circoli letterari. Una silloge dai toni aspri e ruvidi centrata sulla scissione tra lo spirito e il corpo della poetessa a lungo internata nell’ex manicomio romano di S. Maria della Pietà. Le violenze, gli abusi, le privazioni squadernate ora con disprezzo, ora con distacco, ma sempre con maestria lirica e potenza evocativa. Immagini e parole crude per designare un mondo in cui i veri folli non sono i pazienti. Nella prefazione lo psicoterapeuta Nicola Ghezzani traccia l’identikit della mente (di donna? di uomo?) che si cela dietro i versi. Nella postfazione l’editore svela i dettagli della caccia a un’identità anagrafica a cui attribuire gli inediti. Ne risulta un’appassionante iter “investigativo” in cui pseudonimo, identità reale e fittizia s’intrecciano in una vicenda romanzesca. Con una sola certezza: la forza inimitabile della poesia di una tale Maria Marchesi.

Anatomie comperate di Gabriella Montanari. «Anatomie comperate» è una sorta di trattato di fisiologia lirica che non racconta il corpo in «medichese», ma in versi. Il corpo dell’autrice, oggetto e soggetto di metafore e calembours audaci, ne accoglie e raccoglie molti altri: quello della bambina che è stata, quello dei compagni d’infanzia, quello dei primi e degli ultimi amori, quello dei famigliari, quello dei figli, quello degli Africani. Tanta carne sotto i ferri della poetessa. Carne sublimata in ricordi ora teneri, ora spietati, resa con immagini surreali, crude, volutamente scondite. Organi vitali e superflui si avvicendano in una narrazione che non risparmia parenti, amici, amati e amanti. Il sangue che anima e bonifica il passato, si rinnova in ogni parola-cellula del presente, porta in circolo la profana divinità della materia. Si celebra l’esistenza che pulsa sotto l’epidermide. I morti tornano in vita, sani e salvi; i vivi sono sottoposti a check-up di routine. Il dialogo tra queste anatomie comperate con i risparmi di una vita si avvale dei registri linguistici più svariati: scientifico, colloquiale, forbito. Perché tante sono le lingue che l’uomo impara pur di entrare in contatto con i suoi simili. E lo fa ridendo, piangendo, ascoltando, tacendo. Emozionandosi.
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#PercorsiDiLettura 5 - Poesia.

(In questo periodo di pausa forzata, ne approfittiamo per raccontarvi con calma la nostra linea editoriale - il fil rouge che lega i nostri titoli - e suggerirvi alcuni percorsi di lettura).

Domani sarà il primo giorno di primavera e la Giornata mondiale della poesia. Noi coraggiosamente annoveriamo nel nostro catalogo anche una collana dedicata alla poesia.

Gin&Genio di Dan Fante raccoglie una selezione di poesie scritte da Dan Fante nell’arco di quasi vent’anni. È un appello a non buttarsi via, a non sprecare il talento. Un messaggio di speranza da parte di chi, non solo è sopravvissuto all’inferno, ma ne ha fatto scrittura viva, ruvida di scomode verità. Nei suoi versi Fante jr racconta di una Los Angeles detestata e amata e di un’Italia che a tratti lo commuove, a tratti lo esaspera. Scrive di donne che gli hanno rovinato la vita, di buchi neri dovuti al gin e alla droga, di pensieri ossessivi e di sesso malato. Scorrendo le pagine ci s’imbatte a più riprese nel fantasma di John Fante. Il rumore dei tasti della vecchia Smith Corona del padre è per Dan un monito a non rinunciare, a credere nella scrittura come unica via. Fante ha dalla sua la rabbia e la disperazione come motori e stimoli alla creazione, ma non solo. C’è la fede, tutta laica, in un disegno superiore, in una spiritualità non sconnessa dal mondo. 

SI TIRA Avanti SOLO CON LO Schianto- Davide Rondoni. Il titolo della raccolta la dice lunga. Suona più come una dritta, quasi un motto. Suggerisce forse una formula comprovata da manuale di sopravvivenza? Per campare ci vuole roba forte. Roba capace di farti il botto dentro. Tutto sta nel sapere dove andarsela a procurare. Di città in città, di nazione in nazione. Partire solo con gli occhi della poesia in spalla. Avanzare dritti di testa e cercare lurto. Con il mondo, con la gente. Ogni singolo, minimo incontro è una deflagrazione che sparge schegge grondanti di splendida e dura vita. E quando quelle schegge ti entrano nei tessuti, non cè più spazio per sentirsi soli. Milano, Roma, Venezia, Caracas, Sao Paulo, New York: sono trasfigurazioni umane fatte di sangue e mattoni. Unesplosione che amalgama terra e cielo, carne e spirito, lamore per una donna e quello per dio. Un dio presente ma discreto, alla mano, uno con cui fare due chiacchiere al bar. E alla fine vien da chiedersi se quel motto, quella dritta, non sia farina del suo sacco. Il consiglio di un saggio che di schianti, favole e splendori se ne intende. E non poco. 

Non sono più mia - Maria Marchesi. Una raccolta di versi che è di per sé un romanzo. Un giallo poetico. Un incastro da scatole cinesi tra gli ultimi componimenti della poetessa Maria Marchesi (Premio Viareggio 2004), venuti alla luce dopo anni di silenzio, e il buio che avvolge la vicenda biografica dell’autrice, acclamata e poi subito negletta dai circoli letterari. Una silloge dai toni aspri e ruvidi centrata sulla scissione tra lo spirito e il corpo della poetessa a lungo internata nell’ex manicomio romano di S. Maria della Pietà. Le violenze, gli abusi, le privazioni squadernate ora con disprezzo, ora con distacco, ma sempre con maestria lirica e potenza evocativa. Immagini e parole crude per designare un mondo in cui i veri folli non sono i pazienti. Nella prefazione lo psicoterapeuta Nicola Ghezzani traccia l’identikit della mente (di donna? di uomo?) che si cela dietro i versi. Nella postfazione l’editore svela i dettagli della caccia a un’identità anagrafica a cui attribuire gli inediti. Ne risulta un’appassionante iter “investigativo” in cui pseudonimo, identità reale e fittizia s’intrecciano in una vicenda romanzesca. Con una sola certezza: la forza inimitabile della poesia di una tale Maria Marchesi.

Anatomie comperate di Gabriella Montanari.  «Anatomie comperate» è una sorta di trattato di fisiologia lirica che non racconta il corpo in «medichese», ma in versi. Il corpo dell’autrice, oggetto e soggetto di metafore e calembours audaci, ne accoglie e raccoglie molti altri: quello della bambina che è stata, quello dei compagni d’infanzia, quello dei primi e degli ultimi amori, quello dei famigliari, quello dei figli, quello degli Africani. Tanta carne sotto i ferri della poetessa. Carne sublimata in ricordi ora teneri, ora spietati, resa con immagini surreali, crude, volutamente scondite. Organi vitali e superflui si avvicendano in una narrazione che non risparmia parenti, amici, amati e amanti. Il sangue che anima e bonifica il passato, si rinnova in ogni parola-cellula del presente, porta in circolo la profana divinità della materia. Si celebra l’esistenza che pulsa sotto l’epidermide. I morti tornano in vita, sani e salvi; i vivi sono sottoposti a check-up di routine. Il dialogo tra queste anatomie comperate con i risparmi di una vita si avvale dei registri linguistici più svariati: scientifico, colloquiale, forbito. Perché tante sono le lingue che l’uomo impara pur di entrare in contatto con i suoi simili. E lo fa ridendo, piangendo, ascoltando, tacendo. Emozionandosi.
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